Estate 2010
Numero speciale (Natale 2008)
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La Montagna possibile
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di Italo Zandonella Callegher e Loris Santomaso (*)

È ancora possibile la poesia? Si chiedeva Eugenio Montale nel 1975 quando ricevette il Premio Nobel per la letteratura.
Domanda legittima allora, ma ancor più oggi che la civiltà consumistica sembra aver abbandonato il linguaggio universale della lirica preferendogli decisamente quello globale dell’economia.
A quanto pare però, anche la montagna, che da sempre alla poesia ha prestato immagini, colori e vicende, non se la passa tanto bene, se è vero come è vero (ce lo conferma una circostanziata analisi presente in questo libro) che i temi ad essa legati avrebbero un posto decisamente secondario nelle attenzioni dei mass media. Spulciando infatti i palinsesti delle maggiori televisioni italiane, la montagna sul piccolo schermo risulta essere cenerentola tra le cenerentole: sulle sette reti nazionali più diffuse c’è un solo programma alla settimana di 30 minuti specificatamente dedicato ai problemi della montagna.
Pertanto, nell’accingerci a preparare questo numero speciale per i 30 anni de Le Dolomiti Bellunesi, non abbiamo potuto evitare di fermarci a riflettere e di domandarci: è ancora possibile la montagna? Ha ancora ragione un’iniziativa editoriale che dal 1978 la racconta in tutti i suoi aspetti? Che spazio rimane oggi per i valori e i sentimenti che hanno animato i 61 numeri (con il presente) usciti senza interruzione dal Natale 1978?
Un trentennio racchiude in sé un fatto generazionale con tutte le implicazioni dovute alla naturale evoluzione del pensiero e dell’azione. E questo avviene ovviamente anche per la montagna.
Tuttavia noi abbiamo creduto che la fedeltà agli ideali antichi, presenti nell’universo alpino, e significativamente in quello circoscritto delle Dolomiti bellunesi, non fosse un limite, bensì un patrimonio, un valore aggiunto da conservare e trasmettere anche a chi vive e opera in altre realtà e non necessariamente legate all’ambiente di montagna.
E allora, basta volere dar voce anche a un piccolo mondo come il nostro, relegato spesso ai margini dell’interesse e dell’attenzione mediatica, perché emergano potenzialità e risorse impensabili, tali da superare la barriera della globalizzazione e affermarsi come identità tutt’altro che secondaria.
E’ quello che, con un pizzico di presunzione, crediamo sia riuscita a fare l’impresa editoriale (si fa per dire) de Le Dolomiti Bellunesi nell’arco di sei lustri, sia pur attraverso mille vicende e peripezie che però mai hanno scalfito l’iniziale progetto o fatto deviare dal preciso binario culturale intrapreso.
Ne è prova questo corposo e prezioso volume che, al di là del fatto puramente celebrativo, vuole essere un omaggio, una piccola strenna natalizia, per la grande famiglia dei nostri lettori e per quanti hanno creduto, e sostenuto con il loro apprezzamento, nella nostra fatica: per i Soci delle Sezioni bellunesi del CAI, per gli abbonati, gli amici ed estimatori che la Rivista annovera numerosi anche fuori dei nostri confini, per i tanti collaboratori che da sempre con qualificati contributi hanno dato credibilità e prestigio a LDB.
A quest’ultimi, in particolare, la nostra riconoscenza per aver voluto anche in tale occasione, in maniera del tutto spontanea e disinteressata, gratificare e onorare il nostro lavoro, con le loro conoscenze umane, scientifiche e sociali che hanno permesso la realizzazione di quest’opera di grande pregio. E grazie, infine, alle Grafiche Antiga che hanno sempre condiviso la nostra “avventura” con vera amicizia e autentico spirito montanaro.

(*) Direttore editoriale e Direttore responsabile de "Le Dolomiti Bellunesi"
Codice fiscale e Partita IVA: 00893070250
Via Porta Imperiale,3 32032 Feltre(Belluno) | Telefono: 0439 81140

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