CAI Belluno
Sezione ''Francesco Terribile''
Indirizzo sede sociale: piazza San Giovanni Bosco n. 11 32100 Belluno Tel. e Fax +39 0437 931655
Apertura sede: venerdì dalle 20 alle 22. Nel periodo del tesseramento (fino al 31 marzo) anche martedì dalle 18 alle 20.
Presidente: Alessandro Farinazzo
Vice Presidenti: Gioacchino Casagrande e Francesco Squillace
Indirizzo e-mail: info@caibelluno.it
Sito web: http://www.caibelluno.it/
Coro CAI di Belluno: http://www.corocaibl.it/
Situazione soci (al 31/10/2008): 966 Ordinari, 461 Familiari, 102 Giovani, 1 Vitalizio. Totale 1530.
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Storia della Sezione
Fondata nel 1891
La vita della Sezione di Belluno del Club Alpino Italiano ha inizio il primo marzo 1891, allorché una sessantina di appassionati della montagna si ritrovarono attorno a Feliciano Vinanti, fondatore e primo presidente del sodalizio. Merita di soffermarsi, a grandi linee, sui quasi centovent'anni di vita della Sezione. Se suddividiamo, come già fece Piero Rossi, questo tempo in periodi, il primo si può definire come quello pionieristico, in cui ci si dedicò prevalentemente alla scoperta ed alla esplorazione delle montagne di casa, allora praticamente sconosciute, cercando, nel contempo, di fare di Belluno un centro di turismo alpino. Infatti la Sezione creò un primo nucleo di guide alpine, per lo più attingendo da quei cacciatori di camosci che erano allora gli unici profondi conoscitori dei nostri monti, e costruì il primo rifugio sulla sommità del Visentìn. Il secondo periodo, quello dell'immediato dopoguerra, fu senz'altro caratterizzato dalla presidenza di Francesco Terribile che, con la passione, l'entusiasmo e la generosità che lo contraddistinse, portò gli alpinisti bellunesi ad altissime affermazioni, di livello internazionale. È, quello, il periodo della gloriosa "Scuola bellunese" dei Zanetti, dei Zancristoforo, dei Parizzi, dei Faè, dei Bianchet che, assieme ai grandi agordino - bellunesi Tissi, Andrich e altri, compirono moltissime ascensioni davvero memorabili, operando prevalentemente nell'incomparabile ambiente della Civetta. Il terzo periodo, del secondo dopoguerra, si può riconoscere come quello delle opere alpine, che tanto contributo diedero allo sviluppo del turismo alpino nel Bellunese. In quel periodo nacquero i rifugi "Bristot" sul Col Torónt, il "Brigata Alpina Cadore" sul Col Faverghèra, il "VII Alpini" al Pis Pilón e, poco più tardi, il "Tissi" alla Civetta. Vennero realizzati la Ferrata Zacchi ed i Bivacchi Dalla Bernardina e Sperti sulla Schiara che resero possibile la realizzazione della prima Alta Via delle Dolomiti. Promotori ed artefici di tutte queste iniziative furono i presidenti della Sezione: da Brovelli a Dalla Bernardina, da Bianchet a Rossi che, sull'esempio dei loro predecessori, seppero polarizzare intorno a loro le forze, la volontà ed i mezzi di soci, amici, enti pubblici e privati. Nel contempo nasceva e cresceva una nuova schiera di valenti alpinisti: Caldart, Cusinato, Arban, Sorgato ed altri, che operarono soprattutto sulle montagne di casa. Quarto e ultimo periodo è quello attuale, caratterizzato dall'espansione verso l'esterno dell'attività sezionale, volta a coinvolgere e stimolare sempre nuove schiere di giovani all'amore per la montagna nelle più diverse forme. Sono sorte le Scuole di Alpinismo e di Sci-Alpinismo, affiancate alle attività delle Commissioni Alpinismo giovanile, Escursionismo, Speleologia, Rifugi, Sentieri, Tutela ambiente montano, Cultura e Biblioteca. Importantissimo messaggero della montagna bellunese in Italia e all'estero è il Coro CAI Belluno che nel 2008 ha festeggiato il quindicesimo anniversario della fondazione. La Sezione contribuisce a Oltre le Vette, rassegna culturale sulla montagna organizzata dal Comune di Belluno, giunta ormai alla dodicesima edizione. Collabora con la Provincia di Belluno per diverse iniziative in materia di turismo, con il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e con le altre sezioni bellunesi del CAI per il coordinamento di azioni unitarie su problematiche di comune interesse. Nell'ampia sede di Baldenich trovano spazio la segreteria, una ricca biblioteca, una saletta riunioni, una sala corsi e proiezioni e l'archivio sezionale.
(adattamento e aggiornamento da 1891 - 1991 Cento anni di Club Alpino Italiano a Belluno Tamari Editori, Bologna, 1991, presentazione di Corradino Corrà)
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